Voglio una Scuola dove si ride!  Sì, alzarsi al mattino e andare a ridere a scuola. E andarci ridendo. Un Scuola senza interrogazioni, senza compiti, senza voti e  – vivaddio – senza essere rimproverati da qualcuno per qualcosa. Una scuola senza paura di essere giudicati. Dove ci si aiuta a non giudicarci.

        La sogno un Scuola così. Dove chi ride riceve un premio. Dove si fa a gara a chi ride di più. Perché si impara giocando, grandi e piccoli a divertirsi nell’unico abbraccio che unisce il desiderio di conoscere e di sperimentare, di scoprire e di condividere.

        Possiamo osare. “Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo” (G. Leopardi). E tutto il resto accadrà. Nel flusso cosmico dell’Armonia e della Felicità.

        Voglio vedere bambini e ragazzi che vanno a scuola felici. Che passano con insegnanti e amici ore meravigliose di vita. E tornano a casa pieni di gioia per quel che hanno appreso. Per le emozioni belle che hanno vissuto.  Per le risate belle che hanno condiviso. Pieni di amore e di gioia per la vita!

        E non parliamo più di Scuola. Nemmeno di Istruzione. Accogliamo finalmente con le lacrime di gioia la nuova era dell’Autoeducazione! La vedo: è l’alba di un Nuovo Umanesimo. Dove ritrova il suo posto la risata, espressione della quella visione del mondo che non contempla tragedia, ma solo consapevolezza del mistero della vita. Ci siamo allontanati da noi stessi… verso la tristezza di esistenze impoverite dalla Fretta. Dall’Assenza. Dagli Eccessi. Quando non avvolte e intorbidite dall’Ansia, dalla Collera, dalla Depressione.

       E il suicidio lento comincia già nei primi anni di Scuola.

       Il momento del cambiamento è venuto!

      Oggi siamo ormai coscienti che una delle cause (forse la prima) della multiforme povertà in cui versa gran parte dell’Umanità è dovuta alla mancanza di consapevolezza che le Persone hanno di se stesse riguardo al loro  Valore e alla loro Dignità.  Ogni impegno educativo nell’era di un Nuovo Umanesimo avrà lo scopo di servire ogni Essere Umano nel suo viaggio verso la completa realizzazione di sé. Risvegliando le coscienze circa la natura della propria origine secondo la volontà della mano creatrice gridata dal poeta: “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” (Dante).

       Nel segno della continuità, anche il Nuovo Umanesimo ha la convinzione che “La prima speranza di ogni nazione è riposta nella corretta educazione della sua gioventù (Erasmo). La correttezza della educazione avrà tuttavia ora ispirazione dal paradigma stabilito dal monito antico: “Conosci te stesso“. Esso trasformerà la Scuola e l’Istruzione di oggi in una culla di civiltà dove prioritario e inalienabile sarà il servizio totale e incondizionato alla conoscenza di se stessi, nelle modalità proprie di ogni età.

       Allora voglio che il sogno diventi presto realtà! Ho messo a punto alcune Linee Generali di un Progetto volto a creare le condizioni di una vita armoniosa e felice dai primi vagiti fino al ritorno all’Unità nel Tutto. Elementi, suggestioni e indicazioni raccolti in 10 punti affinché si sprigioni tutta la capacità creativa di un cambiamento ormai inevitabile.

  1. Il metodo base sarà improntato al principio dell’Autoeducazione. Affinché poi il percorso scolastico possa essere vissuto come esperienza armoniosa e piacevole in ogni sua fase, i programmi didattici saranno ispirati dall’altro monito di Delfi: “Nulla di eccessivo“. L’apprendimento dei contenuti sarà quindi quanto più possibile personalizzato, proposto tenendo in gran conto i sistemi percettivi e rappresentazionali di ciascuno. Le neuroscienze forniranno i dati sul funzionamento del cervello umano in modo da orientare e guidare l’efficacia e la facilità dell’apprendimento in ogni sua fase evolutiva. E in questo diventerà assiomatica l’attenzione allo sviluppo dell’intelligenza emotiva.
  2. Il ruolo degli insegnanti sarà quello nobile ed eccelso di praticare l’arte maieutica.  Verrà loro socialmente riconosciuto il valore assoluto di essere adulti e professionisti competenti ed entusiasti, consapevoli del loro servizio di facilitatori di processi: mediatori, mentori perspicaci e saggi  che “sanno benissimo quanto i turbamenti emotivi interferiscano con la vita mentale. Quando sono ansiosi, adirati o depressi gli studenti non imparano; chi si trova in questi stati d’animo non assorbe informazioni né è in grado di applicarle proficuamente” (D. Goleman). Sarà perciò costante la sensibilità e l’attenzione verso i tre ambiti fondamentali che presiedono e accompagnano l’esperienza scolastica: percezione, emozione e comunicazione.
  3. L’apprendimento dei contenuti avverrà quindi in modo efficace e piacevole quando preliminarmente e contestualmente sarà stata creata una situazione a “prevalenza di sentimenti di entusiasmo, fervore e fiducia in se stessi… che hanno l’effetto di una motivazione positiva ai fini della realizzazione dei propri obiettivi” (D. Goleman). Le materie di studio verranno quindi proposte in modo da suscitare soddisfazione e appagamento per tutti i soggetti coinvolti, affinché  le nuove conoscenze comportino una crescita tanto a livello intellettuale che emotivo.
  4.   Il ruolo e il servizio di facilitatori  e mediatori offerto dagli insegnanti prevederà che gli obiettivi personali, proporzionati alle capacità cognitive e espressive di ogni età, abbiamo ad attingere al sogno, alla visione e alla missione di ogni individuo, in modo che ciascuno possa essere assecondato nello sviluppo del proprio talento e della propria passione per il bene comune. In questa veste gli insegnanti sono gli accompagnatori qualificati da una professionalità riconosciuta come Valore fondante di una Comunità. Eccellenze a servizio dell’eccellenza.
  5. Il Nuovo Umanesimo è tale perché  ha come assunto fondamentale il cambio di paradigma: dall’Egoismo all’Altruismo. Questo passaggio comporterà che in ogni luogo educativo si coltivi quell’abilità sociale fondamentale che è l’empatia. I rapporti interpersonali avranno una cura speciale e essa consisterà primariamente nell’imparare a saper ascoltare e a porre domande, a non giudicare, ad essere sicuri di sé, a gestire efficacemente le emozioni e a imparare l’arte della collaborazione. Nella “Scuola” di domani  si dovrà apprendere l’abilità a risolvere i conflitti e a negoziare i compromessi: tale competenza, oltre ad essere altamente preventiva del disagio scolastico, svolgerà un supporto di grande efficacia agli interventi di carattere psicoterapeutico. La coltivazione della collaborazione aprirà la via alla consapevolezza che l’armonia e la felicità sono stati di coscienza personale a forte impatto sociale positivo.
  6. Secondo il principio che “Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu“, (Tutto quello che arriva all’intelletto passa prima dai sensi) l’apprendimento si servirà e sarà veicolato quanto possibile dell’approccio scientifico-sperimentale, avvalendosi degli apporti che le nuove tecnologie offrono per una migliore esplorazione del mondo naturale. Lo studio della natura e il contatto con essa  resterà un riferimento costante e imprescindibile quale sorgente di perenne e inesauribile meraviglia e per la coltivazione dell’equilibrio psicofisico ottimale.
  7. Il grande patrimonio culturale di cui è ricca la storia dell’umanità sarà luogo di apprendimento permanente, attingendo ad ogni ambito artistico (letterario, filosofico, musicale, architettonico, pittorico, scientifico, ecc) nella modalità della curiosità e della gratitudine per la potenza e la bellezza creatrice del pensiero umano. Si farà questo in maniera che l’acquisizione di nuove conoscenze sia un’esperienza di godimento intellettuale oltre che generativa di nuova creatività espressiva personale, facendo sì che diventi un’abitudine l’atteggiamento mentale della ricerca.  C’è motivo di credere che il supporto dato da avanzate tecniche di apprendimento (tra le numerose possibili, l’applicazione delle mappe concettuali; i metodi di lettura veloce, di acquisizione rapida di lingue straniere, di educazione finanziaria, ecc.) permetterà sviluppi di conoscenze e consapevolezze al momento neppure immaginabili. La volontà di cambiamento passerà attraverso la convinzione che “L’istruzione è l’arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo” (N. Mandela).
  8. Ogni luogo educativo avrà l’affascinante compito di migliorare la qualità della vita di tutti i protagonisti che la vivranno quotidianamente, ad ogni età, e in ogni ordine e grado. E questo perché, indipendentemente dalle personali convinzioni filosofiche o religiose, ci sarà spazio per il silenzio e la meditazione, elementi cardine per lo sviluppo della creatività e per l’insorgere delle intuizioni (cfr. il famoso Be alone di Nikola Tesla). Parimenti, anche la consapevolezza e la pratica della corretta respirazione permetteranno di controllare lo stress e di prevenirlo con il rilassamento, affinché possa esprimersi al meglio il potere creativo del pensiero. La focalizzazione di tutti i soggetti protagonisti della “Scuola” del Nuovo Umanesimo sull’essere autoconsapevoli, aperti, perspicaci, sicuri di sé, personalmente responsabili, capaci di decisioni autonome e di gestire i propri sentimenti spalanca le porte al piacere dell’apprendimento di gruppo, senza conflitti o sapendoli risolvere positivamente.
  9. In una visione  d’apprendimento secondo il metodo dell’Autoeducazione, dove si cura con particolare zelo l’alfabetizzazione emozionale, non c’è bisogno di voti perché la vita stessa è l’esame finale. Non esiste il concetto di bocciatura, perché non si formulano giudizi di valore. I rapporti sono dettati dalla reciproca volontà di migliorare le proprie competenze e ciò avviene eliminando l’atteggiamento distruttivo del rimprovero, sostituito efficacemente da feedback ben dati e ben ricevuti, ossia sui comportamenti e non sulla persona. Il ruolo di facilitatore e moderatore comporta la responsabilità di una buona comunicazione, consapevole ed efficace, costantemente ispirata dalla fiducia e dalla bontà, volta alla creazione di relazioni fondate sul rispetto di tutti e la valorizzazione di chiunque. Nello spirito della collaborazione creativa.
  10. Una mens sana in corpore sano chiederà alla “Scuola” di essere luogo di coltivazione del senso genuinamente sportivo, tanto da un punto di vista teorico che pratico, sapendo che “lo sport può essere per ogni persona una possibile fonte di miglioramento interiore” (P. De Coubertin).  Con o senza agonismo, il senso ludico e il divertimento condiviso offriranno risposte e soluzioni efficaci a criticità educative, devianze e marginalizzazioni di varia natura. La crescita della cultura dell’Eticità e dell’Altruismo sarà al contempo causa ed effetto di nuove sinergie e di innovative dinamiche aggregative intra ed extra scolastiche. La piena accoglienza poi del paradigma sociale della disabilità  aprirà a creative soluzioni per un culto genuino del Valore e della Dignità di ogni Essere Umano.

     “Per me, il peggio sembra essere una scuola che funzioni con i metodi della paura, della forza e della autorità artificiale. Tale trattamento distrugge i nobili sentimenti, la sincerità e la fiducia degli alunni e produce un soggetto sottomesso” (A. Einstein).

      Sì, caro Albert. Per una Scuola dai nobili sentimenti, che educhi a ridere di ogni sottomissione.