“Non ho tempo”. Ritornello ricorrente sulla bocca di tanti, senza distinzione di sesso e ceto sociale. Uomini e donne, ricchi e poveri accomunati dalla mancanza di tempo, fratelli e sorelle nella corsa verso ciò che viene dopo. Sempre più lontani dal presente.

Il tempo che non c’è. Lamento quotidiano, sport internazionale praticato da dilettanti e professionisti. Eppure, si diceva, che comunque vadano le cose lui passa qualunque parolaccia tu possa sfoderare, nulla impedisce il suo corso. Inesorabile, se ne va.

E tu resti a innervosirti della sua assenza. Ti manca il tempo.

Rabbia e impotenza.

In genere però si lamentano di non avere tempo coloro che non sanno far buon uso di quello che hanno. E l’insoddisfazione cresce. Ed è infettiva.

Mi hanno parlato di un’antica preghiera irlandese. Mi è piaciuta tanto.

È in realtà un invito a scegliere bene.

Un’esortazione ad andare nella direzione del presente.

E a restarci.   

 

  Trova il tempo per lavorare, è il prezzo del successo

  Trova il tempo per rifletter, è la fonte della forza

  Trova il tempo per giocare, è il segreto per l’eterna giovinezza

  Trova il tempo per sognare, è il sentiero che porta alle stelle

                                       per leggere, è il fondamento della saggezza

                                       per l’amicizia, è la strada della felicità

  Trova il tempo per amare, è il privilegio degli dei

  Trova il tempo per aiutare gli altri, la giornata è troppo breve per essere egoista

  Trova il tempo per ridere, è la musica dell’anima.

 

Musica dentro di noi!

Quella della risata del cuore.

Danziamo.